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| Fino agli anni '50 la gente
non sempre ricorreva alle cure del medico
nei casi di malattia. Spesso ci si curava
con le erbe e non di rado si ricoreva alle
pratiche magiche o all'opera "de sas
orascionaglias", che con preghiere,
formule segrete e gesti rituali, cercavano
di liberare il malato dal malocchio che,
secondo loro, era all'origine della malattia. |
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| S'Ocru
Malu (il malocchio) |
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S'Ocru Malu è la jettatura
e la persona che ne era colpita
deperiva senza alcuna causa
apparente. Per evitare che
qualcuno "ponja s'ocru
malu" su un bambino o
una cosa, è opportuno
accompagnare le lodi e i complimenti
con qualche formula di scongiuro
come "Deus lu vardete!"
(Dio lo protegga), oppure
toccare i bambini o le cose
di cui si parla. Per scongiurare
il malocchio si usa indossare
un amuleto protettivo "su
cocco" a tre punte con
la pietra nera, un filo gialloo
gli indumenti indossati al
rovescio.
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| S'
Orascionaglia |
Se
qualcuno era colpito dal malocchio,
"s'orascionaglia"
era pronta a curarlo con pratiche
e riti accompagnati da "sos
verbos", parole misteriose
che conoscono solo gli iniziati.
Per proteggere i neonati dal
malocchio si cuciva sul loro
abitino un cornetto di corallo.
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| Sa
medihina e' s'asciuhonu ( per
lo spavento) |
| L'orascionaglia
prendeva un bicchiere colmo
d'aqua, prelevava tre piccole
braci dal fuoco e recitando
una preghiera o una formula
segreta, le faceva cadere dentro
il bicchiere. Subito dopo il
"malato" veniva invitato
a bere tre sorsi d'acqua, e
quella rimasta nel bicchiere
veniva rovesciata alle sue spalle. |
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