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Libera la mente
e i piedi non tarderanno a seguire

Montaigne
Sovrumani silenzi
Non ci sono mezze misure nelle manifestazioni della natura in questo vasto angolo della Sardegna centrale, dominato dall'imponente catena scistico-cristallina e granitica del Supramonte, la "Porta d'argento", splendente per il bagliore delle sue rocce d'estate, per i barbagli candidi della neve d'inverno. In sardo, per la verità, la catena si chiama "Perda Crapias'', ma è ormai nota con il nome codificato nel secolo scorso dal generale Alberto La Marmora, che oltre a fare guerre era un naturalista di prim'ordine e studiò l'isola in tutte le sue componenti ambientali.
 
 
La porta d'argento
I sentieri nell'accezione comune del termine su queste montagne non ce ne sono. La catena del Supramonte è un vero e proprio gruviera di grotte (quelle censite sono almeno un migliaio). Il villaggio nuragico di Tiscali, la Gola di Su Gorroppu (il più alto canyon del Continente), le Grotte di Sa Oche e Su Bentu sono solo le testimonianze di quanto la natura è riuscita a scolpire tra questi monti.
 
 
Il silenzio assordante
Su tutto, un silenzio irreale, appena disturbato dal suono monotono d campanacci. È il solo segnale che lì intorno, da qualche parte, pascola un gregge di capre. Ma distinguerle è impresa sovrumana. La sensazione - strana, fantastica e spesso terribile - è di trovarsi fuori dal tempo, in una natura nemica dell'uomo, cui lesina tutto e da cui esige il più assoluto rispetto, ma con il quale convive senza strappi.
 
 
La fauna del Supramonte
Qui si può osservare ancora il volo maestoso dell'aquila reale (oltre due metri di apertura alare) e dell'aquila del Bonelli, più piccola (150 centimetri), le loro evoluzioni, il loro attacco fulmine alla preda. Qui vi sono la poiana, il gheppio. il falchetto e la pernice (sarda, naturalmente), scorrazzano la volpe e il geotritone, lucertola nera che respira attraverso la pelle e che, chissà perché, vive solo da queste parti e sulle coste della California. Per non parlare del muflone e del cinghiale.
 
 
Gli endemismi
Sulle pendici crescono piante e fiori di straordinaria bellezza: la peonia (rosa di montagna), simbolo del Supramonte, orchidee, gigli, ciclamini, crocus e il ribes sardorum una pianta endemica che vive e fiorisce in pochi metri quadrati e, in Europa. soltanto su questa catena.
 
 
John Houston e il Supramonte
Fino agli anni Cinquanta vedeva avventurarsi nelle sue gole e nei suoi pianori solo pastori e capre. Poi, nel 1960. qualcuno ne segnala le caratteristiche a John Houston, che stava realìzzando il kolossal La Bibbia. Dopo un rapido sopralluogo, il regista decise di girarvi la scena del sacrificio di Isacco.
Qui il video della Bibbia di John Houston. La scena finale è quella del sacrificio di Isacco girato a Carabidda.
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