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Oristano da vedere
Si parte da piazza Roma dove incombe l'alta mole della
torre di Mariano II, uno degli ultimi resti dell'antica
cinta muraria medievale. Intorno a piazza d'Arborea si trova
il nucleo più antico della città, con il monumento
alla giudicessa che resse le sorti al principio del '400.
Nella zona si trovano il Palazzo Comunale, ricavato
da un convento del XVII secolo, il duomo dell'Assunta,
di stampo prettamente barocco (sec. XVIII). Ancora nei pressi
si può ammirare il Palazzo del Seminario Tridentino
Arborense e la chiesa di San Francesco, modificata nell'800
di stile neoclassico. Da non perdere l'Antiquarium Arborense,
nel Palazzo Parpaglia, museo che custodisce i materiali
punici e romani rinvenuti a Tharros e Cornus, oltre a reperti
nuragici. Da segnalare il Palazzo De Castro e le chiese
di S. Domenico, S. Chiara e del Carmine, che esempi architettonici
rispettivamente medievali e settecenteschi. L'ex convento
del Carmine ospita mostre temporanee durante le manifestazioni
del carnevale oristanese: infatti in questo periodo si svolge
"Sa Sartiglia", famosa giostra equestre cui partecipano
i più abili cavalieri dell'isola, che si cimentano
nella corsa alla stella.
Nei pressi di Santa Giusta, ormai attaccata a Oristano,
si trova Othoca, città romana di notevole importanza
archeologica; qui si può ammirare l'ex cattedrale
di Santa Giusta, del XII secolo, ispirata a modelli pisani
e con decorazioni di gusto arabo.
A pochi Km a sud, si giunge ad Arborea, in cui si trovano
gradevoli palazzi in stile liberty e neogotico. Nel palazzo
municipale sono esposti reperti archeologici provenienti
da diverse zone circostanti e in particolare dalla necropoli
di S'Ungroni.
Al limite sud del golfo di Oristano si consiglia la visita
a Marceddì, caratteristico borgo di pescatori, dove
è possibile gustare un'ottima cucina a base di pesce!!
Cabras e Penisola del Sinis
Si evidenzia il santuario ipogeico di San Salvatore, del
VI secolo. A Cabras si tiene la corsa degli scalzi, che
rievoca il salvataggio del santo patrono da un'incursione
piratesca. La sagra diventa l'occasione per visitare il
villaggio di San Salvatore le capanne di San Giovanni di
Sinis. Nei pressi si può ammirare la chiesa di San
Giovanni di Sinis, uno dei monumenti cristiani più
antichi dell'isola. San Giovanni di Sinis è famosa
per Tharros, città fondata dai fenici, uno dei siti
archeologici più importanti del Mediterraneo, e che
si estende sulla collina del Capo San Marco.
Da qui inizia la visita alla Penisola del Sinis, territorio
di notevole importanza naturalistica, con il suo stagno,
uno dei più grandi d'Europa. Del Sinis fanno parte
lo scoglio Catalano e l'isola di Mal di Ventre, con deliziose
spiaggette sul lato orientale, rivolto verso la costa.
Abbasanta, Ghilarza e Paulilatino
Meta obbligata il nuraghe Losa, nei pressi di Abbasanta.
Nei presi di Paulilatino si ammira un altopiano con la più
alta concentrazione di nuraghi nell'isola, ovvero il villaggio
nuragico di Santa Cristina, con un bellissimo pozzo sacro.
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