home > Oliena
Obiettivo su Oliena>Uno sguardo alle origini
Cronache d'altri tempi >Impressioni di alcuni viaggiatori fra 800 e 900
Architettura e ambiente>La dimora olianese
Lingua sarda >Il dialetto di Oliena
Mestieri scomparsi >Sa filadora e...
I Gesuiti a Oliena >S. Ignazio di Loyola
Le chiesette di Oliena >panoramica
Sagra di San Lussorio (21 Agosto) >Breve nota storica
•  Oliena : la storia, la lingua, il paesaggio, le chiesette e i Gesuiti a Oliena
•  Supramonte : le Dolomiti di Sardegna, natura, trekking, arrampicata e speleologia
•  Gastronomia : i sapori, le ricette e i vini, l'origine del Cannonau
•  Tradizioni : sagre, costumi e danze, i rituali legati al fidanzamento, la medicina popolare
•  Radio Fardetta : per divertirti un po !
•  Vetrina : tutti i prodotti tipici, l'equipaggiamento per trekking, arrampicata e speleologia
•  News : con informazioni di carattere turistico e commerciale
•  Calendario eventi : gli eventi dell'isola, le fiere internazionali
•  Reportage : i contributi dei nostri lettori su vari argomenti
•  Pubblicazione & Media : una vasta bibliografia, le riviste e VHS
 
 
 


Mestieri scomparsi  
Fra tutti questi mestieri, i più interessanti e del tutto scomparsi sono: il fabbricatore di calce (su carchinagliu), la filatrice (sa filadora), la tessitrice (sa tessidora), il carrettiere (su carrulante) e, infine, "su mannalithagliu", ovvero colui che conduceva al pascolo le capre domestiche.
 
 
Su carchinagliu
Lo si svolgeva per lo più in estate. Il forno della doveva essere tenuto vivo giorno e notte per una settimana con turni di lavoro massacranti. La fase della cottura, che doveva trasformare il calcare in calce viva (la calce spenta si otteneva in fase di utilizzo da parte dei muratori),non era solo la più pesante, ma anche la più delicata: bastava infatti un banale temporale (per questo si lavorava in estate) per rovinare il lavoro di tanti mesi e provocare un mezzo dissesto familiare.
 
 
Su carrulante
.Era colui che, col carro a buoi, trasportava nei paesi del circondano e nei porticcioli di Orosei e di Cala Gonone calce, carbone, legna, prodotti agricoli e quant'altro gli capitasse. Ogni viaggio (per il quale oggi un camion impiegherebbe al massimo un'ora) richiedeva parecchie ore se non addirittura due o tre giorni
 
 
Sa filadora
Fino agli anni '50 era molto facile incontrare delle filatrici sedute ad ogni angolo di strada e a tutte le ore del giorno che tenevano in mano la conocchia avvolta da una nuvola di lana facendo roteare il fuso sul quale, mano a mano, veniva trasferito il filo fino a terminare la lana e ad ottenere dei grossi gomitoli.
 
 
Sa tessidora
Alcuni lavori venivano realizzati a maglia, altri con telaio in legno che era posseduto da quasi tutte le famiglie e che, per questo, riempiva del suo ritmico rumore, tutte le strade del paese. La maggior parte dei telai sono stati bruciati nei primi anni `60 (ai tempi del boom economico), un po' perché troppo ingombranti, un po' per liberarsi dai ricordi dolorosi che la loro vista produceva.
 
 
Su mannalithagliu
Figura scomparsa verso i primi anni '70, si occupava di far pascolare le capre che tutte le famiglie tenevano in casa per avere il latte fresco quotidiano. Egli passava per ogni vicinato del paese e, al suo passaggio, ogni capra raggiungeva spontaneamente il gregge che mano a mano andava ingrossandosi. Terminato il giro del paese, portava le capre al pascolo .
 
www.oliena.it ....
©(2001)Pier Mario Carta
tutti i diritti riservati ....

Scrivici a info@oliena.it
 

100 MB free hosting. Click here to build your own free site.