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Cavalcata organizzata per il Principe Umberto

Impressioni di alcuni viaggiatori fra 800 e 900
Qui di seguito le impressioni di alcuni personaggi della letteratura che hanno avuto modo di conoscere e visitare Oliena
 
 
Gli Olianesi
L'estate porta nella fertile piana olianese la precoce maturità della frutta; e sono ancora le donne, a raccoglierla ed a portarla al mercato di Nuoro. Mezzi di trasporto: il cavallo di San Francesco. Chi avesse l'abitudine di alzarsi per tempo la mattina e volesse godere di un insolito spettacolo di colore, non ha che da recarsi alle prime curve della scorciatoia di Baddemanna: lunghe file di donne, con cesti, cestelli colmi di frutta e di verdure vengono su lentamente, chiacchierando a voce alta. E ancora non è l'alba.

Gianfranco Brandanu
 
 
Oliena
C'è un senso d'approdo nel nostro arrivo dentro quest'aria coperta dagli ulivi. Il mormorio dei boschi attorno è come d'un mare non molto lontano; una risacca a pie' dei monti. E la luce del sole già si scioglie, ritirandosi verso i pendii più scoperti. Io e un altro ci mettiamo a girare il villaggio. Il nostro passaggio dirada, le donne sì voltano verso i muri, qualcuno ci saluta esitando. Ma dove non è giunto il brusio del nostro arrivo e sorprendiamo la gente nella sua calma, un'oscura, paurosa timidezza nasce in noi

Elio Vittorini ( Viaggio in Sardegna, 1936)
 
   
 
...ancora Oliena
Vi ero stato dieci anni fa, e il contrasto mi era apparso allora con straordinaria evidenza: a Orgosolo, i morti designati dall'antica legge della vendetta, e i latitanti e i dogau (coloro che, senza essere ricercati né colpevoli, lasciano il paese per timore delle repressioni indiscriminate), e la leggenda ferma del Sopramonte, parevano coprire il paese d'ombra e di sgomento. Oliena invece era luminosa: nelle strade le donne ballavano in tondo, sottobraccio, il ballo sardo, che è, esso stesso, un'arte e una legge antica, ma amorosa e felice.

Carlo Levi ( Tutto il miele finito, 1964 )
 
 
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