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Montaigne
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I tipi di stagionatura del pecorino

il pecorino a pasta semicotta prodotto con latte fresco di pecora e coagulato con caglio di vitello si gusta in tanti modi. Dipende dai tempi di stagiona- tura: da venti a sessanta giorni, definito dolce, per il suo gusto delicato è un "classico" da tavola, mentre a fettine, a listarelle o a dadini completa a perfezione timballi di pasta, teglie di verdure cotte, misti d'insalate crude.

 
 
Il pecorino stagionato
Oltre i sessanta giorni, definito maturo, il suo piccante si acuisce, così eccolo gustato a scaglie con gli aperitivi, oppure come antipasto abbinato alla carne cruda di rivisitati carpacci, oppure grattugiato sulla pasta più famosa di tutta la Sardegna, i malloreddus, meglio noti come gnocchetti, specie di conchigliette allungate, vuote all'interno e rigate all'esterno che nella versione fresca, artigianale o casalinga, si schiacciano con il pollice sul fondo di un canestro di steli intrecciati.
 
 
I dolci
Trionfano le creme di ricotta o di altri formaggi aromatizzate da scorze grattugiate di limoni e arance. Di qui ecco l'Aranzada, filetti d'arancia e scaglie di mandorle tostate e lavorate insieme al miele. Immancabile la Sebada o seada, morbide tortine fritte: dentro una crema cotta di formaggio acidulo, semola fine e buccia di limone; fuori un velo fitto di zucchero o più spesso di miele amaro speziato. Che dire dei semifreddi e dei gelati a base di mirto e ricotta ?
 
 
Il Nepente di Oliena
Narra un'antica leggenda che un dio, di passaggio nel territorio di Oliena, nel tempo in cui gli dei erano soliti andarsene in giro per il mondo, aveva insegnato agli abitanti del luogo a fare il vino, per compensarli dell'ospitalità ricevuta. Ovviamente, anche se la leggenda non lo dice, il dio era Bacco. Ed invero in questo paese si produce un vino meraviglioso per l'aroma delicato, il colore limpido, il gusto inebriante. Il suo nome è Nepente, un nome che già di per sé la dice lunga, perché il nepente era la bevanda che, secondo i Greci, calmava gli affanni e dissipava il dolore.
Sapori, sapori e ancora sapori
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